COME SI LAVORA IN EUTONIA

 

Testo tradotto ed adattato dal sito dell'Instituto Internacional de Eutonia - Vigo

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Il termine Eutonia fu adottato da Gerda Alexander su suggerimento di un suo collaboratore, il dr. Bartussek.

Fa riferimento al tono muscolare come elemento imprescindibile per ogni postura, movimento e gesto e ne designa la fluidità giusta e armonica: giustamente adattata alla situazione in atto e armoniosamente modificabile nel fluire degli eventi posturali e motori in cui è impegnato.

 

 

murcia-eutoniaL’importanza della stabilità e della fluidità tonica è stata ben mostrata sia da H Wallon che da J. de Ajuriaguerra per i quali la funzione tonica si pone al crocevia del biologico, dello psicologico, del sociale.

L’Eutonia si propone di esplorare questo terreno guidando l’allievo verso l’affinamento della fluidità tonica ben sapendo che quanto ne risulta riguarda la persona intera nei suoi aspetti biologici, psicologici e sociali.

 

L’essenziale del lavoro consiste in una costante presa di coscienza:

  • del toccare e del contatto (Gerda Alexander con il termine toccare intendeva la consapevolezza dei limiti corporei, (pelle vestiti, suolo); mentre con il termine contatto indicava la ricerca della integrazione progressiva dell’oggetto (suolo, compagno) senza perdere la coscienza della propria individualità)
  • delle tensioni e accorciamenti muscolari attraverso esercizi di microstiramenti;
  • delle spinte con differenti parti del corpo verso un oggetto esterno (suolo, parete, compagno); questo tipo di esercizio conduce alla osservazione dell’organizzazione del corpo nella situazione proposta
  • dello spazio interno, dello spazio esterno e dello spazio prossimo
  • della passività, concetto abbastanza simile a quello di rilassamento negli esercizi di training autogeno; in Eutonia sono esercizi di variazione del tono dalla sensazione di pesantezza a quella di leggerezza.
  • del rapporto costantemente presente in ogni movimento tra passività ed attività che ne determina la sua fluidità (melodia cinetica)
  • della struttura ossea, coscienza dell’osso, che si raggiunge attraverso esercizi di spinte vibrazioni e scivolamento dell’osso;
  • della postura per la quale si fanno lavori chiamati consapevolezza del trasporto (consapevolezza del riflesso di raddrizzamento statico)

L’obiettivo dell’Eutonia è il movimento eutonico per cui il contenuto del lavoro si arricchisce di “studi di movimento” vale a dire di situazioni di movimento improvvisato “fuori tecnica” orientati alla ricerca ed ampliamento della propria disponibilità motoria.

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Tutto il lavoro in eutonia può essere eseguito da soli, in coppia, a tre o più persone. Al lavoro in coppia o in gruppi di più persone Gerda Alexander attribuisce un grande valore. Se il fine dell’Eutonia è il movimento eutonico, la direzione che assume tale movimento porta verso il mondo esterno.

 

 

 

In effetti l’eutonia non è una tecnica di rilassamento ma una ricerca continua di equilibrio tonico da investire nel movimento, una ricerca della consapevolezza di sé da impegnare nella relazione con il mondo.

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