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L’eutonia e il suo metodo di lavoro

 

Cos'è l'Eutonia

 

L'EUTONIA è un metodo che propone la ricerca dell'EQUILIBRIO della persona nella sua totalità, partendo dalla postura, dal tono, dalla presa di coscienza del corpo. Attraverso esercizi che stimolano una consapevolezza sempre più profonda del corpo in situazioni di passività e di movimento si sperimenta la sensazione di vivere nel corpo, con il corpo, attraverso il corpo tutte le esperienze somatiche, affettive, mentali, relazionali che ci appartengono e fanno parte dell'aspetto più profondo della nostra vita. Si cerca l'armonia del corpo e la sua scioltezza al fine di favorire in ciascuno una tonicità equilibrata in adattamento costante con la situazione o l'azione che si sta vivendo, conducendo la persona verso il risveglio di una sensibilità sempre più fine nell'ascolto delle proprie sensazioni e di una disponibilità percettiva sempre più ampia ed attenta, senza modelli, nel rispetto dei tempi e delle modalità di ciascuno.

 

L’EUTONIA si propone a tutti coloro che:

 

desiderano, semplicemente, fare esperienza di sé attraverso il corpo;

  percepiscono il corpo come “strumento” essenziale della propria professione (ballerini, musicisti, atleti...);

  sentono e mediano, attraverso il corpo, le relazioni terapeutiche (infermieri, operatori delle professioni sanitarie della riabilitazione, medici, psicologi...);

  vivono nella propria vita un periodo in cui il corpo assume una centralità significativa:

nell'esperienza della gravidanza in cui viene vissuto in una sorta di apoteosi creativa (sarebbe più appropriato sperimentare l'eutonia come “Coppia in gravidanza”);

nell'esperienza della patologia che lo rende diverso, debole, affranto, privo di vitalità;

nell'esperienza dell'anzianità durante la quale perde la sua scioltezza ed elasticità.

 

Come si lavora in EUTONIA

(testo tradotto ed adattato dal sito dell'Instituto Internacional de Eutonia

 - Vigo (ES)

Il termine di Eutonia fu adottato da Gerda Alexander su suggerimento di un suo collaboratore, il dr. Bartussek.

Fa riferimento al tono muscolare come elemento imprescindibile per ogni postura, movimento e gesto e ne designa la fluidità giusta e armonica: giustamente adattata alla situazione in atto e armoniosamente modificabile nel fluire degli eventi posturali e motori in cui è impegnato.

L’importanza della stabilità e della fluidità tonica è stata ben mostrata sia da H Wallon che da J. de Ajuriaguerra per i quali la funzione tonica si pone al crocevia del biologico, dello psicologico, del sociale.

L’Eutonia si propone di esplorare questo terreno guidando l’allievo verso l’affinamento della fluidità tonica ben sapendo che quanto ne risulta riguarda la persona intera nei suoi aspetti biologici, psicologici e sociali.

L’essenziale del lavoro consiste in una costante presa di coscienza:

del toccare e del contatto (Gerda Alexander con il termine toccare intendeva la consapevolezza dei limiti corporei, (pelle vestiti, suolo); mentre con il termine contatto indicava la ricerca della integrazione progressiva dell’oggetto (suolo, compagno) senza perdere la coscienza della propria individualità)

delle tensioni e accorciamenti muscolari attraverso esercizi di microstiramenti;

delle spinte con differenti parti del corpo verso un oggetto esterno (suolo, parete, compagno); questo tipo di esercizio conduce alla osservazione dell’organizzazione del corpo nella situazione proposta

dello spazio interno, dello spazio esterno e dello spazio prossimo

della passività, concetto abbastanza simile a quello di rilassamento negli esercizi di trainig autogeno; in Eutonia sono esercizi di variazione del tono dalla sensazione di pesantezza a quella di leggerezza.

del rapporto  costantemente presente in ogni movimento tra passività ed attività che ne determina la sua fluidità (melodia cinetica)

della struttura ossea, coscienza dell’osso, che si raggiunge attraverso esercizi di spinte vibrazioni e scivolamento dell’osso;

della postura per la quale si fanno lavori chiamati consapevolezza del trasporto (consapevolezza del riflesso di raddrizzamento statico).

L’obiettivo dell’Eutonia è il movimento eutonico per cui il contenuto del lavoro si arricchisce di “studi di movimento” vale a dire di situazioni di movimento improvvisato “fuori tecnica” orientati alla ricerca ed ampliamento della propria disponibilità motoria.

Tutto il lavoro in eutonia può essere eseguito da soli, in coppia, a tre o più persone. Al lavoro in coppia o in gruppi di più persone Gerda Alexander attribuisce un grande valore. Se il fine dell’Eutonia è il movimento eutonico, la direzione che assume tale movimento porta verso il mondo esterno.

In effetti l’eutonia non è una tecnica di rilassamento ma una ricerca continua di equilibrio tonico da investire nel movimento, una ricerca della consapevolezza di sé da impegnare nella relazione con il mondo.